CANNOBIO, UNA PROCESSIONE LUNGA 500 ANNI!

Cannobio (VB) panorama dal Borgo di Sant’Agata © 2021 Alberto Dorigo

Come seconda tappa alla scoperta delle località situate lungo il Lago Maggiore, abbiamo scelto di visitare un borgo antico che si trova nella parte nord del lago, una ventina di chilometri dal confine con la Svizzera: si chiama Cannobio, oggi rinomata località turistica nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola in Piemonte.

Passeggiando tra le vie del centro storico si incontrano numerose testimonianze architettoniche medievali: Palazzo della Ragione (1291), “Casa Pironi” elegante edificio medievale, Palazzo Omacini sul lungolago, la Collegiata di San Vittore, chiesa austera della metà del Settecento, la chiesa di Santa Marta, il Santuario della SS.Pietà.

Inoltre, ogni stagione nel corso dell’anno e’ un susseguirsi di eventi esclusivi, dalla musica (concerti, festival, serate musicali) all’enogastronomia, alle visite guidate ai mercatini tipici artigianali

Distretto dei Laghi

ITALIA, Cannobio (Verbania)

La sua cruciale posizione inserita in un meraviglioso scenario naturale lacustre e montano – dove storia e cultura, tradizioni e folclore sono ancora molto “sentite” dalla popolazione – ne fa di una destinazione ancora poco conosciuta in Italia ma molto visitata dai turisti del nord Europa.

Salendo a nord di qualche centinaio di metri nei dintorni di Cannobio, possiamo ammirare i migliori panorami “Belvedere” che si affacciano sul Lago Maggiore: S.Agata e S. Bartolomeo Ronco, Cinzago, Socragno. Anche i sentieri montani della Valle Cannobina fino alla Valle Vigezzo offrono itinerari che attraversano una natura incontaminata e dove il tempo si è fermato…

Culture d’Insieme nel VCO

Valle Cannobina

Unione del Lago Maggiore

Una piacevole passeggiata estiva alla scoperta di Cannobbio, girovagando tra i portici e deliziosi negozi tipici ci rilassa e ci fa apprezzare questo “angolo di paradiso”; chiacchierando con alcuni residenti, rimango incuriosita del miracolo della “Sacra Costa” avvenuto nel 1522 e della sua celebrazione dei Lumineri che si svolge con una solenne processione i primi di gennaio di ogni anno.

Il fatto, meglio il Miracolo

Dove oggi sorge il Santuario della Santissima Pietà c’era la casa di Tommaso Zaccheo, un facoltoso notabile.

Appeso alla parete della sua camera al primo piano, un piccolo dipinto su pergamena (cm 27,50 cm 30) raffigurante Cristo emergente dal sepolcro con accanto la Madonna e San Giovanni.

La sera dell’8 gennaio 1522 – e durante alcuni giorni successivi, fino al 27 febbraio – il dipinto si riempiì di sangue poichè le ferite di Gesù si erano riaperte, facendo così cadere le gocce su abiti e su una tovaglia posti sopra una cassapanca; anche le lacrime delle altre due Figure iniziarono a lacrimare.

Il giorno dopo, un altro fatto accadde: dal costato di Gesù uscì un ossicino, simile ad una costola. Questo fu subito raccolto in un calice e portato nella Chiesa Parrocchiale di San Vittore, dove è tuttora conservato.

Nei due anni successivi la casa di Zaccheo fu ceduta alla “Confraternita della Devozione” per farne una cappella dove San Carlo Borromeo celebrò la sua penultima S. Messa: fu proprio lui a chiedere la costruzione di un grande Santuario che poi divenne quello attuale.

Il progetto venne affidato al milanese Pellegrino Tibaldi.

Dal 1574 al 1614 col sostegno finanziario dei devoti, si lavorò per l’erezione della struttura e poi venne arricchita di affreschi, tele e stucchi fino a raggiungere lo splendore attuale, che ne fa un vero capolavoro d’arte barocca.

Osservando il piccolo quadretto, la Chiesa prova a leggere i segni che costituiscono l’avvenimento miracoloso del “Santo Miracolo”.

  • il sangue, ci dice che Gesù è vivo, tutti i miracoli che riguardano il sangue (fino a quello più famoso di San Gennaro) ci dicono che Cristo, Maria o i Santi sono vivi oltre la morte.
  • la Sacra Costa ci dice che Cristo è vivo ma si è anche donato a noi, si è offerto per noi nella sua carne e noi rinnoviamo e celebriamo con l’Eucarestia, sua reale presenza nel corpo e sangue.
  • le lacrime sgorgate dagli occhi di Maria e di Giovanni ci parlano della partecipazione della Madre e del discepolo, all’esperienza di dolore e di amore, croci che contrassegnano la storia

Da qui il valore della processione annuale con la reliquia della Sacra Costa, durante la quale i fedeli sono invitati ad essere presenze discrete e silenziose ma reali, ai piedi di ogni croce che incontriamo sul nostro cammino.

Preghiere e Devozioni

Per questo secondo anno di pandemia, la processione della Sacra Costa dovrà subire alcune variazioni, come l’illuminazione pubblica non sarà spenta e non saranno posizionati i lumini per le vie pubbliche lungo il percorso (la popolazione è invitata a esporli solo sulle proprie case).

Diocesi di Novara

Con il calar del buio di stasera, 7 gennaio 2022, si celebreranno così i 500 anni del Miracolo della “Sacra Costa” un evento suggestivo che richiama migliaia di fedeli.

Cannobio, pre-Covid | I “Lumieri” illuminano le vie della processione

Curiosità pre-covid

  • La banda musicale partecipa al corteo eseguendo più volte l’«Inno della Santa Pietà» composto negli Anni 30.
  • A cerimonia conclusa la festa termina con la tradizionale «cena delle luganighe» che prevede un menu di due portate: pasta e fagioli e salamini con patate e crauti, cioè quello che si stava mangiando nell’osteria la sera del miracolo nel 1522.

Citta’ di Cannobio: celebrazione 2022 | COVID come comportarsi

07 Gennaio 2022

copyright by Brunella Dorigo riproduzione riservata

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