Vinicio Capossela a Legnago

E’ un cantautore, uno scrittore, un poeta e polistrumentista: si chiama Vinicio Capossela classe 1965, tiene concerti memorabili in tutta Europa e in Italia (solo nel mese di Dicembre 2017 ne sono previsti undici da Milano a Pescara, passando per Legnago al Teatro Salieri calendario)

Il suo ultimo format si chiama “Ombre nell’inverno” un nuovo e suggestivo spettacolo ambientato tra ombre, nebbie e riflessi nel quale Vinicio propone parte della sua intera opera musicale con strumenti dal suono molto particolare come armonium, teremin, marimba, glokenspiel, gongs.

Lo scorso Ottobre, a Sanremo, riceve il PREMIO TENCO 2017, la più prestigiosa Rassegna della musica d’autore quest’anno dedicata alle “Terre di Mare” in tutte le sue declinazioni: dall’accoglienza, alla poeticità ai ricorsi storici, alle tradizioni.

Si è esibito con un set esclusivo “Cordàmi”  – un ensemble di strumenti a corda che trova il suo collegamento con le reti che si usano in mare, così come gli ormeggi –  con la partecipazione di Juan Carlos “Flaco” Biondini e Jimmy Villotti; “un viaggio nella storia della musica e dell’uomo, nella geografia dell’anima e del mito inseguendo le suggestioni di correnti marine … esplorando musiche di mare come il rebetico, la morna, il tango, la taranta

“All’ultimo anno delle superiori scoprii Tom Waits. Mi misi ad ascoltarlo in classe, con il walkman, e da quel momento terminò il mio flirt con la chitarra elettrica e i gruppi rock: il mio interesse si spostò sul contrabbasso, sul sassofono, ma non era semplice trovare gente interessata a battere questa strada, perché tutti seguivano il rock. (Vinicio Capossela)

Tedesco di nascita, irpino d’origine (il padre Vito è di Calitri, la madre Antonietta, di Andretta) ed emiliano d’adozione (tra Reggio, Parma e Modena), Vinicio Capossela ha conosciuto la dura gavetta dell’emigrante, facendo del randagismo una filosofia di vita. Anche se le sue radici sono ben piantate nella terra paterna, Calitri valle dell’Ofanto, “Il paese dei Coppoloni”, cui dedicherà un libro e un intero album (Canzoni della Cupa, 2016). “Un luogo d’epos omerico che per lui ha la stessa valenza di Macondo per Gabriel Garcia Marquez in Cent’anni di solitudine”, come ricorda  Padalino (“Il ballo di San Vinicio”) fonte ondarock

«Il Folk è la parte selvatica della vita – ci informa Vinicio Capossela – é un rituale e una cerimonia. E’ una comunità. Le radici sono materia intricata che lotta nel sottosuolo cercando acqua. In superficie genera un albero che prende luce dal presente. E come un presente restituisce il dono ricevuto dal suolo venendo alla luce in ogni luogo diverso.

Così questi concerti della Cùpa nelle città europee – prosegue – si adegueranno in maniera diversa ai diversi rovi, con ospiti e declinazioni di canti. A Parigi si appendono per le corde e riprendono l’Hot Club de France con un trio di chitarre, a Dublino con un fiddle player, a Londra con un raccoglitore di canti britannici. Così come declinazioni diverse avranno i concerti di Bruxelles e Amsterdam».

L’Europa riconosce da anni  il linguaggio musicale di Vinicio Capossela, diverse sono le testate che lo apprezzano come  The Sunday Times che ha inserito l’album “Ovunque Proteggi” tra i 30 migliori dischi di World Music.

Data  giovedì 7 Dicembre 2017

Luogo Teatro Salieri – Legnago (Verona)

organizzazione

 

 

Link

sito Vinicio Capossela

03.12.2017 Brunella Dorigo e Alberto Dorigo

 

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