Park Hotel Laurin a Bolzano

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photo (c) A.Fazzari/Laurin

 Una giornata da Re e da Regina: 100 parole per l’ospitalità

Intanto scelgo di “staccare un po’ la spina” dalla mia quotidianità e dalle mie abitudini e provo a dare un senso alla mia vita. Mi domando: esiste un’isola, che riesca a trasmettermi un “certo non so che”?

Sorrido e comincio a viaggiare con il pensiero: il sogno mi accompagna verso il benessere ma anche verso il mistero, magari sussurrato dalla sensualità di una sirena.

L’incontro avviene dopo il tramonto, nel parco di piante secolari dell’albergo.

Nel silenzio dello spazio, il tempo si è fermato: una statua, l’opera d’arte dell’artista diventa la mia musa ispiratrice, m’incuriosisce e m’ispira, elevando il mio cuore.

Entro nella hall, l’accoglienza la ritrovo in ogni angolo; i semplici dettagli mi conducono in un altro tempo, nell’ovattata atmosfera stile Liberty.

L’immaginario prende il sopravvento, sto bene e sono contenta.

Il mio sguardo volge verso una persona che mi viene incontro, sorridendo: “un salutino”, penso. Mi accoglie e mi conduce per farmi scoprire insieme il sapore del mio relax.

photo (c) A. Fischer/Laurin
photo (c) A. Fischer/Laurin

L’istinto mi porta a chiudermi in me stessa, a proteggermi davanti all’altro ma oramai ho visto la scintilla, la mia storia (il tragitto) è iniziato e non desidero altro che gustare la mia vita che ri-fiorisce.

La leggenda del re Laurino al Bar, il salone delle dame, la smokers’longue con il pavimento in parquet e le pareti rivestite in legno e gli stucchi al soffitto, il camino,  la sala Ovale per le riunioni, le camere e suite conservate e restaurate dalla falegnameria dell’hotel, pezzi unici in perfetto stile “Jugendstil”.

Infine, seguo i diversi odori provenienti dal Ristorante Laurin dove Chef, Maitre e Sommelier offrono degustazioni particolari: gli aromi del mare incontrano il sapore delle montagne altoatesine.

Mi oriento  e mi ritrovo perfettamente in questi spazi, colgo ogni sfumatura in ogni cosa, in ogni movimento: sono in estasi. 

(c) A.Fischer/Laurin
(c) A.Fischer/Laurin

Il sole del mattino entra nella mia stanza ed io mi godo l’attimo indimenticabile, qui e ora. Un appuntamento solo con me stessa: mi commuovo.

Vivo il presente, sono in equilibrio, una sensazione unica, tocco il passato e mi accorgo del futuro poiché la tecnologia è presente ed in totale armonia. Nel frattempo la clessidra del tempo scorre e mi accorgo che dovrò lasciare questo mondo.

A presto!” mi saluta cordialmente Franz Staffler, proprietario da tre generazioni dell’albergo.

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Il timbro della sua voce mi accompagna fino al taxi fuori al cancello e noto alcune medaglie in bronzo inserite per terra nel cemento, che riportano alcune deliziose parole …

 

Mi volto, un ultimo sguardo verso la splendida location, costruita nel 1910 nel cuore di Bolzano: è il Park Hotel Laurin.

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Park Hotel Laurin Via Laurin, 4 Bolzano 

La mia ispirazione…

nel 2010, in occasione del centenario del Park Hotel Laurin, alcuni laureati della Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano, si sistemano nella casetta del giardiniere nel parco ed avviano un atelier chiamato L_100.

Tante le idee emerse grazie all’incontro con esperti d’arte; insieme intraprendono un proprio viaggio immaginario attraverso i 100 anni del Laurin.

Le emozioni_di_viaggio  vengono così tradotte in cento parole e modi di dire,scolpite in medaglie fuse nel bronzo e incastonate nel marciapiede davanti all’hotel.

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La Famiglia Staffer è proprietaria anche dell’albergo Greif a Bolzano

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 La storia dell’albergo Greif risale ai tempi del Medioevo, quando ancora si chiamava “Grifone Nero” ed era una locanda iscritta all’albo dei commercianti.

Il grande edificio, in Piazza Walther, all’interno delle mura di cinta,apparteneva da generazioni a famiglie di nobili che lo affidavano in gestione a terzi.

La gestione diretta dell’attività alberghiera da parte degli stessi titolari iniziò solo nel 1719, con la famiglia Staffer. Il primo proprietario documentato fu un certo Christoph Ull, nel 1526; mentre nel 1576 la locanda fu venduta dalla vedova Enthofer al parroco di Bolzano Johann Waidmann.

Susseguì una serie di proprietari e gestori, finché, nel 1816, venne acquistata da Peter Staffer di Siffian.

A partire da questa data, la famiglia Staffer rimarrà la proprietaria della locanda Greif, in seguito divenuta albergo, fino ai giorni nostri.

fonte: 2014 Comunicato Stampa

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